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Vi presento il “Diario di Natan”

Il “Diario di Natan” è la mia storia raccontata a GenderLens e a tutte le persone che vogliono leggerla.

E’ ormai un anno che faccio parte del Progetto GenderLens, l’unico progetto in Italia che si occupa di infanzia trans e che lo fa con un approccio assolutamente transpositivo. In questi 12 mesi mi sono reso conto del bisogno che c’è di conoscere le storie, di quanto le famiglie siano spaventate e sole. GenderLens mi ha chiesto se potessi raccontare il mio passato, il mio presente e il mio futuro in una sorta di diario che possa aiutare chi intraprende un percorso simile al mio.

Mancano 5 settimane alla mia prima visita dall’endocrinologo, l’appuntamento che aspetto da tutta la vita. In queste 5 settimane pubblicherò ogni mercoledì ed ogni domenica brevi stralci della mia vita in modo che possiate conoscermi un po’ e capire meglio cosa voglia dire sentirsi come me.

 

IL RESPIRO CHE CAMBIA – L’IDENTITÁ DEL CUORE

“menotrentaquattro”

 

Era bello, era bellissimo. Bello come l’odore della terra bagnata dopo la pioggia, i profumi della campagna, bello come la libertà che respiri mentre cavalchi un cavallo, bellissimo come la voglia di vita. 

Un bambino qualunque gioca… corre… respira.

Fin quando un giorno cresce, capisce: per la società è il momento di cambiare.

Sì, sono cambiato. Sono cambiato per voi e non l’avete mai capito. Ho sacrificato la mia felicità, la mia serenità, per voi. A soli undici anni.

Che effetto fa sapere che un bambino a undici anni smette di giocare, correre, respirare, per voi? Per voi che dite: “sei nato femmina e tale resterai”, come se dovessi ricordarmelo, come se io avessi potuto dimenticarlo anche per un singolo momento nella mia vita. No. Io ho ben chiaro di essere stato assegnato femmina alla nascita, da sempre. Quando mi sveglio, mentre mi lavo e mi preparo, mentre faccio colazione ed esco, mentre dormo, mentre respiro. No, il mio respiro non è più quello di quel bambino. Il mio respiro è diventato pesato, controllato, programmato. Il mio respiro lo sento, come sento il mio corpo addosso e tutto quello che significa per voi che mi avete insegnato ad avere paura di essere me stesso.

 

 

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