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Il “Diario di Natan”: l’iter spagnolo per le persone trans

L’ITER SPAGNOLO PER LE PERSONE TRANS

 

“menonove”

 

Vivo a Valencia da quasi un anno e non tocco Italia da altrettanto tempo. 

Abituarmi ad una nuova vita, a nuovi ritmi, ad una nuova lingua, a nuove responsabilità, per me non è stato semplice.  Son stato però ripagato da uno spazio in cui poter coltivare e cogliere una crescita nuova, un nuovo sguardo che può saziarmi ed arricchirmi di ciò che vedo.

Appena trasferito mi sono rivolto subito al centro che qui si occupa di varianza di genere.

In Spagna una persona trans è trattata come un essere umano: nessun test psichiatrico, nessuna domanda invadente. L’esistenza di una legge che tutela le persone trans.

Il mio primo colloquio con lo psicologo è stato emozionante fin dalla sala d’attesa.

Mentre aspettavo il mio turno, dalla porta dello studio esce una famiglia composta da genitori e bambino. Avrei potuto essere io da piccolo: capelli neri, camicia di jeans, pantaloni color militare. 

Mentre si dirigono verso l’uscita la mamma lo guarda dolcemente, gli sorride, lo abbraccia forte e lo bacia.

Il bambino ha l’espressione serena di chi è protetto, di chi è e potrà essere spensierato.

Quel bambino non dovrà rinunciare né alla sua infanzia, né alla sua adolescenza e sarà un adulto che porterà con sé sicuramente meno tensione, meno diffidenza e fatica.

Arriva il mio turno. Entro. Compilo un modulo con i miei dati. Mi viene chiesto di cosa ho bisogno.

Mi viene detto che dovrò fare delle analisi del sangue per poi ottenere l’appuntamento dall’endocrinologo.

Immediatamente il medico provvede al cambio nome sulla tessera sanitaria della Comunità Valenciana. Firmo il consenso. Firmo il consenso così contento che sul nome d’anagrafe scrivo Natan, oltre che sul nome scelto.

FINE. 

Fine?! 

Sì, fine.

Ecco in che modo dovrebbe essere trattata la varianza di genere ovunque.

Ho chiesto se avesse voluto vedere la relazione di “disforia di genere” che avevo ricevuto dall’Italia. Mi ha risposto che non gli serviva, che qui in Spagna le modalità italiane sono state archiviate da molti anni e che quel tipo di approccio violento toglie dignità alla persona. 

Quella stessa dignità che è stata tolta a me e a tutti quelli come me. 

Io con quelli come te, tu con quelli come me perché le cose che più combattiamo sono poi quelle che vanno lontano, quelle che vengono da un altro mondo, meravigliose se non le nascondo. Se non le offendo sono nel vento, vengono tutte dal mare e dal vento”.

Dal testo della canzone “Il mondo non cambia mai” di H.E.R.

Se io sono qui a scrivere è perchè nutro ancora la speranza che quelli come me e quelli come te, insieme, possano fare la differenza per questo mondo e cambiarlo per evitare che a qualcuno venga negato il diritto alla felicità.

 

Ospite dalla mia nascita

 

Dirigi la mia esistenza

 

In questo mondo sbagliato

 

Sei respiro rinato

 

 

NATAN

 

 

 

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