Le nostre vite non si censurano: rigettiamo in toto i DDL Valditara, Sasso e Amorese
Come associazioni portatrici di interesse per le persone transgender, soggettività non conformi e famiglie impegnate per un’educazione libera, inclusiva e laica, rigettiamo con forza e determinazione i disegni di legge Valditara (C.2423), Sasso (C.2278) e Amorese (C.2271), attualmente in discussione alla Camera dei Deputati.
Questi tre testi condividono un disegno politico inquietante e regressivo: riportare la scuola italiana in un tempo fatto di censura, controllo ideologico, patologizzazione delle identità trans e negazione dei diritti fondamentali.
Quello che viene presentato come “consenso informato” è, in realtà, uno strumento di censura.
Nei disegni di legge Valditara, Sasso e Amorese, questa espressione non tutela i minori, ma serve a trasformare le famiglie in guardiani ideologici dell’educazione, attribuendo loro un potere di veto su contenuti che parlano di sessualità, affetti, identità, corpi, relazioni. Non si tratta di partecipazione, ma di controllo. In nome del cosiddetto “consenso informato delle famiglie”, questi disegni di legge vogliono vietare l’educazione affettiva e sessuale, anche quando prevista nel PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa ndr), persino nei progetti scolastici extracurricolari. Non è un patto educativo ma una resa culturale a chi vuole riportare la scuola in un regime di silenzio e omologazione. La scuola non può essere ostaggio delle paure o dei pregiudizi di alcuni. Il vero consenso da tutelare è quello delle giovani generazioni: il loro diritto a conoscere, a nominarsi, a riconoscersi e a rispettarsi nelle reciproche diversità, come un valore e una ricchezza. Negare loro questa possibilità, in nome di un consenso imposto dall’alto, è una forma di violenza educativa che trasforma la scuola da spazio di crescita e di pensiero critico a un mero luogo di censura preventiva. Un’arma ideologica per colpire la libertà di insegnamento, oscurare l’esistenza delle soggettività LGBTQIA+ e impedire a studentə di ricevere strumenti per capire sé stessə e il mondo. La scuola, in questi testi, non è pensata come spazio di crescita e confronto, ma come luogo da omologare e controllare, e a farne le spese sono, ancora una volta, le persone più vulnerabili: studentə trans, queer, famiglie omogenitoriali, chiunque possa risultare come “diverso”.
Il DDL Sasso impone che le carriere alias siano concesse solo in presenza di un procedimento di rettificazione di attribuzione di sesso in corso, violando il principio di autodeterminazione e il senso stesso del dispositivo della identità alias che serve a tutelare le giovani persone transgender che attraversano la scuola senza aver ancora intrapreso percorsi medicalizzati o legali. Ci pare evidente l’intento di ostacolare il riconoscimento delle esperienze trans, di bambinə e adolescentə.
Rivendichiamo la libertà per le giovani persone trans di essere chiamatə con il nome sentito e a non impedire l’uso del bagno e la partecipazione sportiva nel genere corrispondente all’identità vissuta. In questi testi sono previste addirittura sanzioni disciplinari per i docenti che non si piegano a questa logica repressiva. Si tratta di un attacco istituzionalizzato ai diritti fondamentali delle persone trans, in violazione dei principi di autodeterminazione, privacy e pari dignità previsti dalla nostra costituzione. Come associazioni vogliamo sottolineare come questi disegni di legge violino apertamente i diritti sanciti dalla nostra Costituzione italiana: dall’art. 3 che sancisce l’uguaglianza di tutte le persone e vieta ogni forma di discriminazione, all’art. 21 che garantisce la libertà di espressione, all’art. 33 che tutela la libertà di insegnamento, all’art. 34 che afferma il diritto all’istruzione per tuttə, all’art. 30 che riconosce il ruolo dei genitori a istruire ed educare i figli ma non attribuisce loro un diritto di censura sul sapere.
Inoltre, come associazioni vogliamo sottolineare come questi disegni di legge violino la Convenzione Europea dei Diritti Umani, in particolare: l’art. 8 sul diritto alla vita privata e l’art. 14 sulla non discriminazione. E come si pongono in netto contrasto con la giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in materia di identità di genere, affettività e diritti educativi.
Come coordinamento di associazioni portatrici di interesse per le persone transgender e le loro famiglie, rivendichiamo il pieno riconoscimento del diritto all’autodeterminazione di studentə trans e non binarie, la promozione dell’educazione affettiva, sessuale e di genere, basata sulle evidenze scientifiche, il rispetto dell’autonomia scolastica e della libertà di insegnamento, e soprattutto, il coinvolgimento di associazioni di persone LGBTQIA+ e famiglie con genitori e/o figliə LGBTQIA+per essere audite sempre nei processi decisionali che attengono alle vite delle persone transgender, anche nella sfera educativa, sportiva e di salute e benessere della persona.
Continueremo a denunciare ciò che sta accadendo in Italia, a mobilitarci e a tessere alleanze con i movimenti studenteschi, sindacali, educativi, transfemministi e antirazzisti. Se sarà necessario, porteremo la nostra battaglia per le nostre vite trans e per i diritti dellə nostrə figliə fino alle corti internazionali per i diritti umani, con il sostegno di reti europee e globali. Non ci faremo ricacciare nell’ombra, né piegare dall’oscurantismo. La nostra esistenza e la nostra libertà non sono negoziabili.
Associazioni aderenti: ACET – Associazione per l’Etica e la Cultura Transgenere – AGEDO Nazionale – Ala Milano Onlus – Sportello Trans ATN – Associazione Transessuale Napoli – Arcigay Rete Trans* Nazionale – Associazione Consultorio Transgenere – Brianza Oltre L’Arcobaleno – CEST Centro Salute Persone Trans e Gender Variant – GenderLens – Gruppo Trans APS – Liberamente BrianzaMIT – Movimento Identità Trans – Mixed LGBTQIA+Movimento ELAGA – Nudm Modena – Rete Genitori Rainbow – SAT Pink – Servizio Accoglienza Trans – T Genus

