Libri per adulti

GenderLens consiglia ai genitori la lettura di questi libri sui temi varianza di genere, identità di genere, diversità, LBGTQIA+

Per i libri per bambini che trattano la diversità di genere in modo ampio vai a questa pagina.

A questo link trovi invece i libri che parlano nello specifico di varianza di genere

Spoiler!

Elena Garbarino –  Mara Surace

Meltemi Editore

2022

pp 250

ISBN 9788855195232

È sempre più evidente che le serie televisive rispondono alle necessità di un pubblico più consapevole della complessità del mondo e più attento alle tematiche sociali. Elena Garbarino e Mara Surace evidenziano questo cambiamento di sensibilità e aggiungono le narrazioni seriali alla cassetta degli attrezzi dell’antropologia, sottolineando come i prodotti seriali possano innescare riflessioni antropologiche, anche quando non è il loro fine principale. In Spoiler! alcuni passaggi di serie tv come Orange Is the New Black, Pose, Il racconto dell’ancella, Lovecraft Country – La terra dei demoni, Sex Education e Vida aiutano così a far emergere temi urgenti della contemporaneità, quali la costruzione dell’identità, la rappresentazione della diversità, la crisi e lo spaesamento dell’individuo postmoderno, nonché la necessità di dare voce a chi non ha avuto il privilegio di raccontare e raccontarsi.

LGBTQIA+

Antonia Caruso

Eris edizioni

2022

pp 64

ISBN 9791280495334

LGBTQIA+ è una sigla che contiene tanti significati, uno strumento di rappresentazione per le soggettività che non si riconoscono nella norma eterocissessuale, secondo la quale tutte le persone dovrebbero essere eterosessuali e riconoscersi nel genere assegnato alla nascita. Spesso si obietta che questa sigla non è chiara, che c’è un controsenso tra il pretendere una libertà e utilizzare delle lettere che sembrano creare delle categorie. Ma le lettere che compongono questa sigla rappresentano una possibilità di rappresentazione e autodeterminazione, oltre che di creazione di diverse comunità. La sigla non raccoglie una singola comunità, con regole e dettami univoci, ma richiama un universo di possibilità. Questo libro, utilizzando una forma frammentaria che raccoglie eventi storici, citazioni, racconti di pratiche ed esperienze collettive, cerca di comunicare che cosa questa sigla vuole significare davvero e come è nata la necessità di riconoscersi in essa. Qui dentro non troverete categorizzazioni o norme, ma prima di tutto il tentativo di mantenere una complessità che rappresenta le persone, e che non vuole essere ridotta né annullata.

Una storia d’amore

Carolyn Hays

Add Editore

2022

pp 372

ISBN 9788867833436

Tutto comincia con qualcuno che bussa alla porta di una famiglia bianca della buona borghesia americana: una scrittrice, un marito amorevole e quattro figli. Sono felici. Alla porta c’è un assistente sociale: ha alcune domande sul figlio più piccolo che ha tre anni e, secondo chi li ha denunciati, si comporta in modo “troppo femminile”.

Quella visita è lo spartiacque tra un prima e un dopo, e insieme la scoperta di un mondo ostile, incapace di garantire i diritti di chi, identificato alla nascita come maschio, si riconosce invece in un’identità di genere femminile e chiede, prima di tutto ai suoi genitori, di essere chiamato “lei” e non “lui”.

Da quel momento, la famiglia si organizza in funzione della sua crescita, individuando il luogo migliore in cui andare a vivere, cercando lo Stato americano con la maggior tutela legislativa e confrontandosi con dubbi, paure e incertezze.

Un libro importante e commovente, che parla di legami, cambiamento, coraggio, politica, diritti, fede e ragione: una lettera, dolcissima indirizzata da una madre a una figlia, ma pensata per tutti noi e dettata da un amore che non accetta compromessi.

Senza titolo di viaggio

Filo Sottile

Alegre

2021

pp 384

ISBN 9788832067644

Rombi di tuono e lampi: entrano in scena tre streghe. Così comincia il Macbeth.
Di streghe ne vediamo anche qui, ma non compaiono all’inizio, né leggono il futuro a un condottiero scozzese. Queste streghe accolgono l’autrice – sorella nella buona e nella cattiva sorte – nella sterpaglia che costeggia il Sangone, torrente che dà il nome a una valle piemontese. È a loro che Filo racconta la sua storia, la storia che avete tra le mani, una battaglia partita per cinque lettere.
O – M – E – N – A
«Battaglia che forse, chissà, non ci sarebbe stata senza la lotta No Tav».
«Come? C’entra pure quella?».
«Manco te l’immagini, quanto c’entra».
Le streghe ascoltano, commentano, consolano, preparano a Filo un brodo di erbe selvatiche. Anche loro hanno una storia e a modo loro la raccontano. L’unica cosa che non fanno è leggere il futuro. Perché, come diceva un fratello maggiore, the future is unwritten.
I confini di genere, come quelli tra nazioni, sono presidiati. Varcarli è un’impresa. I lasciapassare sono concessi di rado e a condizioni umilianti. Spesso le persone trans, non binarie e queer hanno necessità di passare comunque. Come? Da clandestine. E a volte nei reticolati restano impigliati brandelli di nomi.
Senza titolo di viaggio narra di un’esplorazione di genere e spesso la canta, perché qui dentro c’è la punk e la folk. Un testo in bilico tra prosa e canzonette, dove s’alternano amarcord siculo-torinesi, teoria transfemminista e teatro di rivista, con le benedizioni di Judith Butler e Petrolini.
«La coscienza di sé, la ribellione ai diktat di genere, la gragnuola di coming out, l’autodeterminazione, la lotta contro la transfobia, sono tappe di un viaggio verso la riappropriazione e l’autogoverno dei corpi, degli spazi, dei tempi e dei territori, per vivere relazioni fuori dal dominio patriarcale e capitalista!».
«Bravx!».
«Grazie!».

Giorno 21: Affanculo! Ma perché devo crepare io? Ma perché non crepate voi? Ma perché non posso vivere anch’io, benché frocia, lagnusa, anarchica e poetessa? Affanculo tutti, io voglio vivere, e voglio essere frocia, lagnusa, anarchica e poetessa. Voglio camminare in montagna, nuotare nel mare, poggiare semi sulla terra, raccogliere frutti, carezzarmi, carezzare il vento, ricevere carezze e abbracci e sorridere con altrx e godere del contatto.

 

Queer

Maya De Leo

Einaudi 

2021

pp 260

ISBN 9788806247621

Finalmente un’opera italiana completa e di riferimento per la storia delle sessualità e identità LGBT+.

Questo volume rappresenta la prima storia completa delle sessualità e delle identità LGBT+ in Occidente dal XVIII secolo al tempo presente. Intrecciando nell’analisi una varietà di fonti, dalle memorie alla letteratura, dalla trattatistica alla cronaca, il libro offre una lettura inedita della storia contemporanea: dal ruolo della sessualità nella formazione degli stati-nazione, alle guerre mondiali, dal giro di vite del dopoguerra alla rivolta di Stonewall, dalla crisi dell’Hiv alla rivoluzione queer degli anni Novanta, fino alle nuove sfide degli anni Duemila con la loro apertura verso il futuro.

Curare il linguaggio, dedicare attenzione alle parole quando si tratta di inclusione è fondamentale, perché è attraverso le parole che costruiamo la realtà intorno a noi e diamo forma al nostro mondo interiore. Lo scopo di questo dizionario emotivo non è infatti spiegare il significato letterale di alcuni termini, ma di mostrare le conseguenze che il linguaggio ha sulla visione della diversità. Termini come esclusione o uguaglianza, vocaboli come desiderio, aspirazione o autodeterminazione, sono comuni a tutti gli esseri umani e particolarmente importanti per chi fa parte di una qualsiasi minoranza. Partendo dalla neurodiversità, di cui l’autore, autistico, è profondo conoscitore e divulgatore, si esplorano le parole che costellano tutte le altre forme di diversità: culturali, religiose, sessuali e di genere, legate alla differente funzionalità fisica. Questo saggio fornisce uno stimolo all’apertura, alla comprensione delle diversità e di quanto esse siano indispensabili in una società evoluta, laddove la vera uguaglianza può avvenire esclusivamente attraverso il riconoscimento e la valorizzazione delle differenze e delle caratteristiche uniche di ciascun individuo.

La lingua è uno strumento che si modifica in base alle necessità della comunità che la utilizza, ma è anche uno spazio abitato dalle persone. Osserva lo spazio linguistico in cui ti muovi: a chi è riconosciuto il diritto alla cittadinanza linguistica? Quali soggettività possono autodeterminarsi e quali invece sono marginalizzate, sempre oggetto di racconti altrui?
La lingua crea la realtà e gli immaginari, questo libro riflette sulle strategie comunicative per trasformare lo spazio linguistico affinché tutte le soggettività abbiano gli stessi diritti.

La nuova edizione rivista e aggiornata di Diventare uomini, un saggio sull’antisessismo maschile in Italia che raccoglie la prospettiva femminista del «partire da sé». L’autore descrive la vita di un uomo ripercorrendo le sue vicende, dall’infanzia all’età adulta, per mostrare come il sessismo – strumento con il quale il sistema patriarcale si mantiene e si evolve – condizioni il suo sviluppo, il suo linguaggio, le sue abitudini, la sua visione del mondo.
I giochi per l’infanzia, i rapporti con l’altro sesso e con gli altri generi, la vita di coppia, il lavoro e la socialità. Ogni uomo incorpora pregiudizi e abitudini sessiste, diventando parte attiva di una politica discriminatoria.
Tutto questo può cambiare, ma non si nasce antisessisti: solo una presa di coscienza libera e critica da parte degli uomini sul patriarcato vigente, può offrire uno sguardo maschile nuovo sui rapporti tra i generi e liberare dai condizionamenti sociali l’immagine che gli uomini hanno di sé.

La nuova edizione include riflessioni sui temi più attuali, dal revenge porn al fenomeno degli incels, dalla gpa al congedo parentale. Per continuare a riflettere e mettere in discussione, a partire da sé, il predominio patriarcale.

Cosa accadrebbe se una extraterrestre, un’abitante del pianeta Venere, arrivasse in Italia e scoprisse che sulle questioni di genere il nostro non è un Paese così evoluto come vorrebbe far credere? Meglio spiegarglielo prima. Con una lettera che è come una guida turistica ai luoghi comuni sessisti nei quali (inevitabilmente?) si imbatterà. «Ciascuno di noi – spiega l’Autrice – quando cede ai luoghi comuni, quando ragiona per stereotipi, oppure quando fa finta di niente, porta il suo mattoncino alla costruzione delle discriminazioni. Il caso del sessismo lo dimostra. È la prima e la più importante delle polarità che contrappongono gli esseri umani collocandoli in una gerarchia fasulla, costruita perché la differenza si trasformi in disvalore». L’auspicio è che una volta letto questo libro, dizionario dei luoghi comuni del ventunesimo secolo, «non si dovrebbe avere più il coraggio di parlare – come scriveva Flaubert -, per paura di dire, senza rendersene conto, una delle frasi in esso contenute».

Pink is the new black. Stereotipi di genere nella scuola dell’infanzia

Emanuela Abbatecola, Luisa Stagi

Rosenburg & Sellier

2017

pp 144

ISBN 9788878855670

Pinkizzazione è la recente tendenza a colorare di rosa tutto ciò che appartiene al territorio femminile: rosa i vestiti e i giocattoli delle bambine, rosa gli oggetti e gli accessori delle donne; ma rosa è anche il colore scelto dalle donne in marcia nello sciopero globale dell’8 marzo 2017.
Quando e perché è divenuto così di moda? La divisione dei colori – rosa per le femmine e blu per i maschi – è uno dei tanti dispositivi per il mantenimento dell’ordine di genere, un ordine rigorosamente binario che non prevede sconfinamenti e che ingabbia non solo il femminile, ma anche, o forse soprattutto, il maschile. Ancora oggi, i maschi devono mostrarsi diversi dalle femmine, ma si iniziano a intravvedere significativi segnali di cambiamento, che generano forme di resistenza.
Perché le sfide all’ordine di genere fanno paura? Attraverso una ricerca sugli stereotipi di genere nelle scuole di infanzia genovesi, si è provato a rispondere a queste e altre domande, entrando nelle scuole, parlando con le insegnanti, facendo osservazione nelle classi e provando a catturare il punto di vista creativo di bambine e bambini.

Il bambino gender creative

Diane Ehrensaft

Odoya

2019

pp 304

ISBN 9788862885690

La dottoressa Diane Ehrensaft ha dedicato la sua carriera di psicologa a supportare e guidare bambini e adolescenti che non si identificano con il genere biologico indicato sul loro certificato di nascita. Nel suo primo rivoluzionario libro, Gender Born, Gender Made, ha creato il concetto di “gender creative” per ciò che l’American Psychiatric Association definiva ufficialmente un “disturbo”.
Ora, con Il bambino gender creative, Diane Ehrensaft offre a genitori, insegnanti, famiglie e terapisti una risorsa completa e aggiornata per prendersi cura dei bambini che intrecciano e uniscono natura, educazione e cultura in un’infinità di modi per determinare il genere del loro vero sé. In nove capitoli semplici da leggere incoraggia i genitori ad ascoltare i figli, sostenere la loro ricerca di una vera identità di genere e intraprendere una valutazione dettagliata delle loro esigenze.
Il libro è anche una guida per i professionisti che lavorano con i bambini e presenta la questione attraverso il panorama culturale, medico e legale del genere e dell’identità, in rapida evoluzione. Leader del pensiero e promotrice dell’identità gender creative, Diane Ehrensaft illumina le molte strade che i bambini possono intraprendere e risponde alle tante domande che genitori, insegnanti e professionisti sanitari si pongono.

Mio figlio in rosa

Camilla Vivian

Manni

2017

pp 182

ISBN 9788862668026

La storia di Federico, 10 anni, bambino che si sente anche una bambina, raccontata da sua madre Camilla, la quale non gli chiede
di rinunciare alla parte femminile di sé

I bambini “arcobaleno” sono diventati famosi negli Stati Uniti grazie al coming out delle loro famiglie. Sono i genitori infatti ad aver sentito il bisogno di raccontare le storie quotidiane dei loro figli: bambini che non si riconoscono completamente nella loro identità biologica, bambini da amare così come sono, liberi di esprimere le loro preferenze e le loro passioni e, soprattutto, bambini da proteggere dall’isolamento e dalla violenza di una società che purtroppo si fonda ancora sulla netta distinzione tra maschile e femminile. Lori Duron è una madre arcobaleno che ha deciso di raccontare la sua esperienza prima in un blog che in breve tempo è diventato un vero e proprio “fenomeno” sociale negli Stati Uniti, e ora nelle pagine di questo volume. Con grande sensibilità confessa le difficoltà e le incertezze vissute nell’affrontare uno dei temi più scottanti della nostra attualità: come educare e come vivere insieme a un bambino di genere “non conforme”? Quali sono i comportamenti e le scelte necessarie per crescere un figlio che non sia vittima di paure, insicurezze e tabù? Il risultato è un manifesto sull’amore incondizionato che ogni genitore dovrebbe dare ai propri figli, accettando e sostenendo la loro “diversità”, incoraggiandoli a esprimere la loro personalità, senza giudizi e senza riserve, ma vivendo con loro giorno per giorno le sfide della vita.

Pink and Blue

Telling the Boys from the Girls in America

Jo B. Paoletti

Indiana University Press

2012

pp 169

ISBN 9780253001177

 

Telling the Boys from the Jo B. Paoletti’s journey through the history of children’s clothing began when she posed the question, “When did we start dressing girls in pink and boys in blue?” To uncover the answer, she looks at advertising, catalogs, dolls, baby books, mommy blogs and discussion forums, and other popular media to examine the surprising shifts in attitudes toward color as a mark of gender in American children’s clothing. She chronicles the decline of the white dress for both boys and girls, the introduction of rompers in the early 20th century, the gendering of pink and blue, the resurgence of unisex fashions, and the origins of today’s highly gender-specific baby and toddler clothing.

Le eroine dei fumetti le invitano a essere belle. Le loro riviste propongono test sentimentali e consigli su come truccarsi. Nei loro libri scolastici, le mamme continuano ad accudire la casa per padri e fratelli. La pubblicità le dipinge come piccole cuoche. Le loro bambole sono sexy e rispecchiano (o inducono) i loro sogni. Questo è il mondo delle nuove bambine. Negli anni settanta, Elena Gianini Belotti raccontò come l’educazione sociale e culturale all’inferiorità femminile si compisse nel giro di pochi anni, dalla nascita all’ingresso nella vita scolastica. Le cose non sono cambiate, anche se le apparenze sembrano andare nella direzione contraria. Ad esempio, libri, film e cartoni propongono, certo, più personaggi femminili di un tempo: ma confinandoli nell’antico stereotipo della fata e della strega. Sembra legittimo chiedersi cosa sia accaduto negli ultimi trent’anni, e come mai coloro che volevano tutto (il sapere, la maternità, l’uguaglianza, la gratificazione) si siano accontentate delle briciole apparentemente più appetitose. E bisogna cominciare con l’interrogarsi sulle bambine: perché è ancora una volta negli anni dell’infanzia che le donne vengono indotte a consegnarsi a una docilità oggi travestita da rampantismo, a una certezza di subordine che persiste, e trova forme nuove persino in territori dove l’identità è fluida come il web.

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