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Giù le mani dalla carriera alias

La famiglia LGBTQIA+ attenta ai diritti dei figli

La diffida senza fondamento legale

Recentemente ad alcune delle scuole che hanno regolamentato la carriera alias, ovvero

hanno dato la possibilità alle giovani persone trans

di essere riconosciute a scuola con il genere con cui si identificano,

è stata notificata una diffida da parte dei gruppi ProVita e Generazione Famiglia.

Carriera Alias nel pieno rispetto della legge

La diffida inviata non ha alcun fondamento legale, le persone giuriste oltre che avvocate interpellate in queste ultime settimane, dalle associazioni GenderLens e Agedo, sono concordi nell’affermare che la condotta delle dirigenze scolastiche che hanno applicato i regolamenti approvati dai consigli di istituto è assolutamente legittima e che l’applicazione della carriera alias avviene nel pieno rispetto della legge.

Basterebbe anche solo osservare che la carriera alias è stata deliberata da decine di università statali, presso le quali esistono rinomate facoltà di giurisprudenza. Con riguardo alle scuole, l’articolo 21 della legge n. 59/1997 nonché l’articolo 1 del D.P.R. n. 275/1999 sull’autonomia scolastica attribuiscono alla scuola “il compito di realizzare interventi educativi, formativi e di istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, in modo di adeguare le proprie condotte, attraverso le decisioni degli organi collegiali, ai diversi contesti e alla domanda delle famiglie.” La legge n. 107/2015 impone l’adozione di misure e piani di contrasto alla violenza, al bullismo, alla discriminazione.

Una campagna diffamatoria

La campagna diffamatoria di cui si vantano queste associazioni è basata su una radicale mistificazione dello scopo e degli effetti della carriera alias, che è un profilo burocratico temporaneo, solo ad uso interno della scuola. La sua applicazione permette di fare menzione sul registro elettronico e nei documenti interni alla scuola, non aventi valore certificativo, del nome d’elezione quale nome d’uso, nome riconosciuto da secoli avere rilevanza giuridica, senza che ciò comporti alcuna modifica anagrafica legale.

Dati statistici e scientifici inesistenti

Tali associazioni millantano dati statistici e scientifici inesistenti, come dimostra il fatto che non citano alcuna fonte.

Per contro, GenderLens ben può documentare come la carriera alias faccia parte di un processo di riconoscimento sociale, completamente svincolato da pratiche mediche mirate a modificare il corpo della persona, i cui benefici sono ampiamente descritti, da più di un ventennio, dalla letteratura scientifica che si occupa di salute delle persone trans più giovani (Durwood et al., 2017; Gibson et al, 2021; Olson et al., 2016; Russel et al., 2018) e della promozione del rispetto delle differenze, in particolare nelle scuole (McBride, 2020;  Neary, 2018; Riggs, Bartholomeus, 2018). 

Violenza e bullismo a scuola

Ricordiamo che la scuola è il luogo dove maggiormente si registrano episodi di violenza e bullismo per le persone LGBTIQ+ (Greytak et al., 2013; Kosciw et al., 2018; McGuire, 2010), con conseguenze importanti sia sulla loro salute mentale (de Vries et al., 2016), sia in termini di rendimento scolastico. Le difficoltà relazionali, che le giovani persone trans vivono a scuola, hanno come conseguenza diretta un elevato tasso di abbandono scolastico. Parliamo di cifre che non possono essere ignorate.

Buone prassi per evitare l’abbandono scolastico

Studi realizzati in Italia segnalano che il 43% delle persone trans, di età compresa tra i 12 e i 18 anni, lascia la scuola prima di aver terminato gli studi (Fisher et al. 2014). 

Davvero si fa fatica a comprendere come una prassi destinata a rendere la scuola uno spazio accogliente e aperto al riconoscimento delle differenze individuali possa essere considerata dannosa per la persona e la comunità scolastica.

Battaglie ideologiche che mirano a diffondere panico morale

Operazioni come queste, mirate unicamente a diffondere panico morale verso le famiglie, le scuole e nella pubblica opinione, paura e chiusura, rispetto a buone prassi la cui validità, in termini giuridici e sul piano della salute psicofisica, è riconosciuta internazionalmente ed è testimoniata da una fittissima letteratura scientifica, rivela chiaramente chi abbia scelto di portare avanti una battaglia ideologica sulla pelle di centinaia di ragazzi e ragazze che chiedono semplicemente di essere riconosciut*.

Avvocati e giuristi danno la loro opinione sull’azione intimidatoria

Le persone professioniste, avvocate e giuriste, che hanno espresso i loro pareri sono anche unanimi nel suggerire alle dirigenze scolastiche di non dare seguito a ciò che appare, sia nella forma che nei contenuti, un vero atto intimidatorio.

Queste associazioni che giocano con le vite di minori innocenti millantano che le diffide avrebbero già sortito effetti.

Ciò non è quanto risulta a GenderLens.

Ad oggi, nessuna delle numerose famiglie associate ha ricevuto alcuna comunicazione di avvio di un procedimento di revoca dell’accordo fra scuola e famiglia, un atto che sarebbe imposto dalla legge n. 241/1990.

Informazioni sulla Carriera Alias

Invitiamo le famiglie e le scuole a mettersi in contatto con le associazioni per ricevere informazioni e suggerimenti rispetto all’applicazione della carriera alias

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